ome nella maggior parte dei luoghi tropicali, l'uomo non ha saputo accontentarsi di ciò che offrivano le splendide foreste presenti. In Africa si dice, giustamente: "le foreste precedono i popoli, i deserti li seguono".

Purtroppo anche Zanzibar non è stata risparmiata. Il meraviglioso mantello che la ricopriva in grande parte è stato manomesso e sostituito da piantagioni varie. Attualmente l'unica zona rimasta incontaminata è la foresta di Jozani, al centro dell'isola.

Le coltivazioni più estese sono di chiodi di garofano (karafuu). Sulle coste predomina la classica palma da cocco, divisa in due grandi tipi: la "East Africa Tall", più alta e le cosiddette "Nane Indonesiane", più piccola di misura, che arrivò nel passato a Zanzibar precisamente dallo Sri Lanka.

È tradizione delle zone rurali piantare una palma alla nascita di un bambino, visto il grande uso che se ne fa del materiale nella vita quotidiana.

Nella zona dell'est, più arida, è possibile vedere i maestosi baobab, alberi secolari le cui forme agitate hanno dato luogo ad un infinità' di leggende.

Tra dicembre e gennaio è possibile vedere a Zanzibar la fioritura di colore giallo della "Cassia Spectabilis", nonché la bellissima fioritura della "Poinciana Reale", che si tinge di rosso, meritandosi pienamente il nome di "Flamboyant". Abbondano anche le "Casuarine" che si riconoscono per la produzione di piccolissime pigne. Il legno di quest'ultime è indispensabile alla realizzazione dei tetti tipici delle case dell'isola.

Caratteristica delle spiagge è la cosiddetta "Palma a vite", caratterizzata dalle radici aeree.

Percorrendo le strade dell'interno, tuttavia si noterà una grandissima presenza di piante da frutto, manghi al primo posto (ve ne sono 24 differenti qualità), che offrono una autonomia vitaminica ad interi villaggi.

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