l nome dell'isola di Zanzibar deriva dal persiano "Zangh", che significa "nero" e "bar", che vuol dire "terra", e cioè proviene dalla frase "terra dei neri", anche se l'esploratore inglese Burton asseriva che esso deriva dalla frase araba "zayn za'l barr", che significa letteralmente "bella è quest'isola".

Comunque, la storia menziona Zanzibar sin dal 200 a.C., quando i commercianti della Bassa Arabia si spinsero sin qui per soddisfare la richiesta di avorio da parte di greci e romani.

Nel corso dei secoli, Zanzibar subì varie dominazioni, tra le quali quella persiana (dal 900 al 1503), quella portoghese (dal 1503 al 1726), l'influenza omanita (dal 1726 al 1832), durante la quale l'isola raggiunse il massimo splendore, per passare (dal 1890 sino al 1964, anno in cui divenne repubblica) sotto il protettorato britannico.

Fu proprio la migrazione del popolo persiano, proveniente soprattutto dalla bellissima città di Shiraz, a rendere Zanzibar centro importantissimo per il commercio di avorio, spezie e schiavi: gli shirazi costruirono moschee, navi ed agili dhow dalla vela triangolare.

Le ricchezze dell'isola attirarono i portoghesi ed il primo a giungervi fu Vasco de Gama. Per i successivi duecento anni essi governarono l'isola, ma tale dominio fu contrastato da continue rivolte.

Con la cacciata dei portoghesi da parte degli omaniti, si verificò la fine del loro dominio nell'Africa orientale.

Zanzibar venne governata personalmente dai sultani dell'Oman che la fecero divenire il maggior produttore di chiodi di garofani del mondo ed un fiorente centro di transito per il commercio di schiavi e dell'avorio, che arricchirono vere e proprie schiere di mercanti arabi ed indiani, etnie da sempre inclini al commercio.

Successivamente, seguendo il cammino che accomuna le cose belle, anche Zanzibar si avviò verso una vera propria decadenza, causata dall'abolizione del commercio degli schiavi e dalla riduzione della richiesta delle spezie.
Arabi ed inglesi iniziarono ad abbandonare l'isola lasciando allo spirito irriguardoso del tempo quelle che una volta erano state splendide e maestose dimore.

Un anno importante nella storia dell'isola fu il 1832, quando il sultano dell'Oman si spostò dal suo paese per vivere stabilmente a Zanzibar, da dove governò i suoi possedimenti. Egli incoraggiò l'immigrazione di artigiani indiani che hanno lasciato tracce profonde negli splendidi lavori che decorano la città, come ad esempio nelle porte.

Il sultano Seyyid strinse rapporti diplomatici internazionali, accogliendo in città il primo console americano, poi quello inglese e successivamente quello francese.

Nel 1861, la Gran Bretagna intervenne nella lotta per l'indipendenza di Zanzibar dall'Oman e nel 1890 dichiarò l'isola sotto il protettorato britannico.

Con l'inaugurazione del Canale di Suez, Zanzibar subì una vera trasformazione urbanistica e divenne il centro di partenza per le spedizioni verso il continente africano.

Con la nascita del nazionalismo arabo furono intraprese lotte organizzate dal movimento anticolonialista e, nel gennaio del 1964, venne spodestato l'ultimo sultano proclamando la repubblica.

Zanzibar, nell'aprile dello stesso anno, si unì al Tanganica con una rivoluzione sanguinosa culminata nella costituzione di uno stato socialista sul modello africano.

A tale nazione venne dato il nome di Tanzania, che deriva dalla fusione dei nomi appartenenti ai due stati.

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